CENTRO IBLEO TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA - C.I.T.C. srl

La struttura è in grado di effettuare:

• Indagini RX, ECO, TC e RM standard 
• Indagini angio-TC con tecnica spirale multislice 
• Indagini TC 3D volumetriche 
• Indagini angio-RM 
• Indagini colangio/pielo/mielo-RM 
• Densitometria ossea QCT 
• Dentalscan.

densitometria

Osteoporosi

L'osteoporosi è una malattia multisistemica e multifattoriale dell'apparato scheletrico, caratterizzata da una riduzione del contenuto minerale e da un deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo, con conseguente riduzione della resistenza meccanica dello scheletro e, in definitiva, maggior rischio di fratture per traumi anche di lieve entità. Le fratture ossee rappresentano l'evento clinico più rilevante dell'osteoporosi interessando, con maggiore frequenza e con costi sociali e sanitari progressivamente crescenti, il polso, le vertebre ed il femore. Nella maggior parte dei casi di fratture del femore è infatti necessario ricorrere all'intervento chirurgico di inserimento di protesi con conseguente compromissione della qualità della vita del paziente; le fratture vertebrali, anche se meno invalidanti, sono causa di algie intense, di riduzione della mobilità, di deformità della colonna vertebrale e riduzione di statura, di difficoltà respiratorie.

 

L'osteoporosi è una condizione patologica condizionata da numerosi fattori e inevitabilmente legata all'invecchiamento della popolazione. Durante l'adolescenza prevale la formazione di nuovo tessuto osseo che viene progressivamente accumulato sino a raggiungere il "picco di massa ossea", ovvero la massima quantità ossea accumulabile da ciascun individuo (intorno ai 25-30 anni nell'uomo ed ai 20-25 anni nella donna). Successivamente, se la quantità di osso neoformato diviene pari a quella dell'osso riassorbito, si ha una condizione di equilibrio metabolico nella donna sino alla menopausa, nell'uomo sino ai 65-70 anni. Alla menopausa la cessazione della secrezione ormonale estrogenica condiziona una progressiva perdita ossea dello scheletro femminile; la suddetta perdita viene anticipata in caso di menopausa precoce o chirurgica a seguito di ovariectomia ed è caratterizzata dall'essere silente, anche nelle fasi più avanzate, sino al momento della comparsa delle fratture. Da ciò, ai fini di una efficace prevenzione dell'osteoporosi, è necessaria una attenta e precoce identificazione di eventuali fattori di rischio, quali l'età, il sesso femminile, la razza, la storia familiare, la taglia corporea ridotta, le errate abitudini di vita ed alimentari, la vita sedentaria e talune terapie farmacologiche.

 

La presenza di uno o più fattori di rischio non è comunque sufficiente per stabilire l'effettiva condizione di osteoporosi.
Infatti l'unica indagine strumentale disponibile per una diagnosi precoce di osteoporosi, in quanto in grado di misurare direttamente il contenuto minerale scheletrico del paziente in esame e di confrontarlo con quello del soggetto normale di pari età o con quello ideale di un soggetto adulto che ha raggiunto un adeguato picco di massa ossea, è la DENSITOMETRIA OSSEA (Mineralometria Ossea Computerizzata MOC).

 

L'indicazione all'esecuzione di un esame MOC viene generalmente posta in presenza di fattori di rischio nell'anamnesi personale, in caso di riscontro radiologico di fratture asintomatiche di corpi vertebrali, in caso di prolungate terapie con farmaci, quali gli steroidi, ad azione documentata sul metabolismo osseo, in caso di amenorrea prolungata, in caso di menopausa precoce chirurgica (ovariectomia in età fertile) o chimica (terapia con analoghi dell'LH-RH), in caso di precedenti fratture osteoporotiche, in caso di familiarità, in caso di endocrinopatie (ipertiroidismo, iperparatiroidismo, malattia di Cushing), nelle donne in età peripostmenopausale indecise sulla terapia sostitutiva estrogenica, nel monitoraggio delle terapie adottate. Salvo eccezioni particolari, è opportuno ripetere la MOC non prima che siano trascorsi 10-12 mesi dall'ultimo controllo e, comunque, non per test di screening sulla popolazione generale.

Strumentazioni ed esami

Tra le strumentazioni utilizzate le più diffuse sono quelle cosiddette "a singolo raggio fotonico" con le quali è possibile misurare la densità minerale a livello del polso, quelle che impiegano una tecnologia radiologica (DEXA) con le quali è possibile misurare la densità ossea del corpo intero, quelle che utilizzano la Tomografia Assiale Computerizzata (QCT) per l'analisi della colonna vertebrale e dell'anca. La scelta della strumentazione e del distretto corporeo da esaminare dipendono da vari fattori, quali la diffusione delle differenti apparecchiature sul territorio, il sesso e l'età del soggetto. Nelle donne di età sino a 60-65 anni è consigliabile misurare la densità della colonna vertebrale, mentre in età più avanzata è preferibile la valutazione della densità del collo femorale o, se indicato, di entrambe le sedi; ai fini della predittività delle fratture, nessun distretto prevale sull'altro.

 

Nella valutazione clinica del paziente osteoporotico la diagnostica di laboratorio gioca un ruolo complementare rispetto alla valutazione strumentale fornita dalla MOC. La valutazione laboratoristica di base prevede una serie di esami essenziali (quali la VES, l'emocromo, la calcemia, la fosfatasi alcalina, la fosforemia, il protidogramma elettroforetico, l'esame delle urine, la calciuria) che consentono di differenziare i quadri di osteoporosi primitiva (post-menopausale e senile), in cui tali esami generalmente risultano compresi nel range dei valori normali, dai disordini del matabolismo calcico secondari ad altra patologia. Quando possibile, è opportuno infine approfondire la valutazione laboratoristica con una serie di esami particolari (calcio ionizzato, paratormone, 25-idrossicolecalciferolo, TSH ed ormoni tiroidei, gonadotropine ed ormoni sessuali, osteocalcina serica, piridinolina e deossipiridinolina, propeptide C-terminale del collageno I, telopeptide C- ed N-termiale del collageno I) che consentono di controllare il tournover osseo in modo non invasivo e/o con ulteriori indagini invasive (esame del midollo osseo e biopsia ossea).

 

Come per la maggior parte delle patologie, l'anamnesi e l'esame clinico sono elementi rilevanti nello studio dell'osteoporosi. Esistono inoltre numerosi mezzi e procedure diagnostiche atte ad esaminare l'osteoporosi; infatti gli sviluppi della diagnostica non invasiva che consentono una precisa valutazione della massa ossea, hanno rivoluzionato lo studio dell'osteoporosi, permettendo di rilevare e di quantificare i cambiamenti e le differenze assolute nella mineralizzazione ossea, risultando pertanto determinanti ai fini della diagnosi, della prognosi e del trattamento dei pazienti affetti.

 

Esistono numerose metodologie di studio, dalla QCT alla DEXA, all'ecografia, ed anche alla radiologia tradizionale ed alla RM, attualmente disponibili per la quantificazione dell'osteoporosi, indicative di come non esista un univoco consenso su quale sia il metodo elettivo di scelta; ogni metodica possiede suoi peculiari vantaggi e limiti in relazione alla propria affidabilità di misura, dose di esposizione, tempo di esecuzione, costo economico, risultando talvolta scarsamente correlabile, tanto che i risultati dell'una possono non essere predettivi dei risultati ottenuti con l'altra. Il metodo densitometrico ideale dovrà determinare la reale quantità di contenuto minerale osseo e, soprattutto, consentire l'utilizzo clinico dei valori di massa ossea, separando i soggetti sani dai soggetti osteopenici ed identificando una soglia discriminante che possa esprimere un maggiore rischio di frattura.

 

La Tomografia Computerizzata Quantitativa (QCT, Quantitative Computed Tomography), metodica densitometrica utilizzata presso il Centro Ibleo Tomografia Computerizzata per lo studio dell'osteoporosi, rappresenta attualmente l'unico metodo densitometrico propriamente detto con cui e' possibile ottenere una valutazione della densita' reale del contenuto minerale osseo con dosi di esposizione decisamente inferiori a quelle assorbite con le tradizionali apparecchiature TC di uso diagnostico, consentendo di superare i principali limiti dei metodi assorbimetrici (quali la DEXA), la cui rappresentazione planare dell'immagine non consente di ottenere informazioni sufficienti sullo spessore vertebrale ne' di calcolare separatamente la componente corticale dall'osso spongioso.

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