La struttura è in grado di effettuare:

• Indagini RX, ECO, TC e RM standard
• Indagini angio-TC con tecnica spirale multislice
• Indagini TC 3D volumetriche
• Indagini angio-RM
• Indagini colangio/pielo/mielo-RM
• Densitometria ossea QCT
• Dentalscan.

  • Centro Ibleo Tomografia computerizzata
  • ecografia ragusa
  • TAC e Risonanza magnetica
  • dentalscan

utilizzo dell'ecografia nella gravidanza

L'ecografia è una metodica di formazione di immagini che consente di visualizzare gli organi del corpo umano con l'utilizzo di onde sonore ad alta frequenza (ultrasuoni non udibili dall'orecchio umano). In pratica, il funzionamento dell'ecografo è consentito da una sonda posta sull'addome materno che invia impulsi ultrasonori in grado di attraversare i tessuti; queste onde sonore in parte vengono riflesse dalla parete addominale e dalla parete dell'utero, creando echi di ritorno; quando le onde sonore arrivano al feto, inviano echi riflessi che sono trasformati in immagini sul monitor dell'ecografo, visualizzandolo. Con l'ecografia è quindi possibile osservare in modo dettagliato il feto all'interno dell'utero.

 

Nei primi due-tre mesi di gravidanza, con la misurazione della lunghezza del feto è possibile stabilire se lo sviluppo fetale corrisponda all'epoca di gravidanza valutata in base alla data dell'ultima mestruazione. Infatti talvolta tale data non è ricordata esattamente dalla gestante, oppure le mestruazioni non sono regolari: un'ecografia eseguita nei primi tre mesi di gravidanza consente di datarne con precisione l'epoca. Dalla fine del secondo mese di gravidanza si visualizzano l'attività pulsatile del cuore, i movimenti fetali ed il numero dei feti.


Successivamente, dal quarto mese in poi, si effettuano le misurazioni della testa, dell'addome e del femore fetale e i valori di tali misure vengono confrontati con quelli delle curve di riferimento: si può così valutare se le dimensioni del feto corrispondano effettivamente a quelle attese per l'epoca della gravidanza. In questo stesso periodo si visualizzano la sede di inserzione placentare, la quantità del liquido amniotico ed alcuni organi interni. Il sesso del feto è evidenziabile dal quarto mese; da questo momento la possibilità di definirlo dipende dalla posizione del feto: è perciò possibile anche al termine della gravidanza non riuscire a determinare il sesso se la posizione del feto non sia adatta. Oltre alle strutture che vengono misurate normalmente (testa, addome, femore) possono adeguatamente essere valutati la vescica, i reni e le strutture intracraniche. L'ecografia consente inoltre di visualizzare anche altre parti del corpo fetale (per esempio il cuore); esami dettagliati di tali organi vengono eseguiti solo quando vi sia l'indicazione specifica all'esecuzione di esami ecografici di secondo livello.


La possibilità di rilevare con l'ecografia un'anomalia dipende dalle sue dimensioni, dalla posizione fetale nell'utero, dalla quantità di liquido amniotico, dallo spessore della parete addominale materna e dall'epoca della gravidanza; perciò, per i limiti intrinseci di ogni metodica di imaging, si sottolinea che è possibile che talune lesioni, anche importanti, non siano rilevate. In generale, l'epoca ottimale per la effettuazione di un controllo dettagliato per la predizione delle anomalie congenite è la 20-22a settimana, ed è quindi opportuno programmare a quest'epoca l'esame in presenza di un rischio genetico. A quest'epoca è anche possibile eseguire, in concomitanza allo studio morfologico, la velocimetria Doppler per la valutazione del circolo utero-placentare e la scansione transvaginale per il collo dell'utero. Grazie soprattutto alla ultrasonografia transvaginale molte anomalie sono tuttavia riconoscibili a partire dalla 10-14a settimana. Nel caso di coppie che presentano rischi di specifiche anomalie (ad es. in caso di precedenti figli affetti o di esposizione a teratogeni con specifici organi bersaglio) può essere opportuno programmare insieme all'operatore l'epoca di gravidanza più conveniente per l'indagine.

 

L'esame della anatomia fetale e la velocimetria Doppler vengono routinariamente eseguite appoggiando una sonda sopra l'addome. Raramente, può capitare che alcuni dettagli non siano chiari effettuando l'esame per via transaddominale, e che sia necessario completare lo studio con una indagine ecografica transvaginale, che si esegue introducendo una sottile sonda ecografica all'interno della vagina. Ciò comporta per la paziente un minimo disagio, sovrapponibile a quello provocato da una visita ginecologica. La valutazione del collo dell'utero per la predizione del parto prematuro prevede l'ecografia transvaginale. Il protocollo degli esami di secondo livello utilizzato presso il nostro Centro consiste in un esame completo della morfologia del feto, che comprende il riscontro di tutti i dettagli anatomici attualmente indagabili per mezzo dell'ecografia. L'elenco comprende, oltre alla visualizzazione delle strutture intracraniche, lo studio dell'apparato cardiovascolare, degli organi splancnici, delle estremità e della colonna vertebrale. All'esame della morfologia fetale viene associata la velocimetria doppler delle arterie uterine. Soltanto su specifica richiesta viene eseguita una ecografia con scansione transvaginale per la predizione del parto prematuro.


L'operatore illustra sempre l'esame ai genitori. La risposta dell'esame, che viene consegnata immediatamente, comprende una descrizione dettagliata dell'esame morfologico con tabelle, grafici e liste dei principali parametri biometrici, ed è corredata da immagini ed, eventualmente, da un DVD con la registrazione integrale dell'esame.
L'esame morfologico consente di riconoscere circa il 90% di tutte le malformazioni maggiori. In linea di massima, i limiti principali della metodica i difetti di dimensioni assai piccole (ad es. i difetti del setto interventricolare ed interatriale del cuore), i difetti evolutivi (per esempio emorragie e neoplasie) e, in generale, la patologia ostruttiva del tratto gastroenterico. La velocimetria doppler delle arterie uterine consente di identificare circa il 50% di tutti i casi di ritardo della crescita intrauterina e l'80% circa dei casi di pre-eclampsia che si manifestano prima della 37a settimana.

 

 

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